QUANDO I BIKERS PENSANO

Un' esperienza vissuta a 12 anni...
Quante cose ancora da vivere, quante cose che incuriosiscono...
E' bello sapere che ciō che piace a noi "grandi" emoziona anche i pių giovani...
Bravo Sergio !!!

Maurizio - "Maui27"

Voglio raccontare un'esperienza che mi ha entusiasmato molto: il "Moto Duck" un bellissimo ed enorme motoraduno che, ogni anno, nel mese di agosto si svolge a Campotto, un paesino vicino a Ferrara. Io, mio padre e i numerosi membri facenti parte del suo gruppo motociclistico, l' "Old Mountains Group". Siamo partiti il venerdė mattino di una bellissima settimana d'agosto. Tutte le moto erano cariche di tenda, sacco a pelo e tutto l'occorrente per scatenarsi in due giornate di puro divertimento. Partimmo: un forte rombo di motori scoppiettanti fece tremare la strada sotto di noi; io e mio padre eravamo capo fila e negli specchietti osservavo le venti moto dietro di noi che viaggiavano in due file sfalsate e affiancate. La prima sosta la facemmo dopo centocinquanta chilometri. Dopo aver fatto il pieno alle moto ed esserci dissetati eccoci ripartire. Due membri del club, Geson e la sua ragazza, Cristina, erano stati incaricati di riprendere il viaggio con una videocamera. Mentre lui sorpassava lentamente la lunga fila di moto, lei riprendeva tutto.
L'insieme di moto era talmente rumoroso che al suo passaggio gli uccelli posati sui fili telefonici e sui campi volavano via spaventati. Finalmente arrivammo al motoraduno verso le due del pomeriggio esausti per il viaggio, ma con tanta voglia di fare festa. Gli "Street Diamonds", il gruppo organizzatore, ci accolsero come fratelli e mangiammo una pasta tipica emiliana in loro compagnia. Ero contentissimo di vivere quella fantastica esperienza. Verso le sei e mezza andammo in pizzeria e lungo il percorso, alla moto di "Nucleo", il vice presidente dell'Old Mountains Group si staccō un parafango inchiodandogli la ruota; ci fu un attimo di panico per tutti, ma il nostro "vice" č stato molto bravo a tenere in strada la moto. Quella fu una serata sfortunata anche per me perché mentre scendevo dalla moto per andare a mangiare mi bruciai con la marmitta la gamba sinistra. Dopo la cena gli animi erano tornati allegri e tornammo al "Moto Duck".
Iniziarono i concerti e ci fu la premiazione della moto pių bella del raduno... vinse Nucleo con grande felicitā di tutti noi, con la sua stupenda Harley Davidson: l'ha chiamata "Grama" (in piemontese, cattiva).
Dormimmo le poche ore che ci bastavano a riprenderci, in tenda, passō un'altra bellissima giornata di divertimento assoluto e di gite in moto. Verso sera iniziō a diluviare e mio padre, sotto il capannone, per continuare con il divertimento, improvvisō uno spettacolo pirotecnico. Accendeva gli zuccherini, dopo averli bagnati nell'alcool, li metteva in bocca senza spegnerli al grido di "Grande mago!". Dopo chiamō la gente dal "pubblico" che si era formato facendola provare. Poco dopo, un altro membro del club si improvvisō un "accendino": bagnava le dita nell'alcool e accendeva le sigarette al pubblico. Pių tardi si misero a cantare a squarciagola. Quell'esperienza finė con un'altra notte in tenda, questa volta sotto il diluvio. La mattina dopo partimmo e tornammo a casa sotto la pioggia battente. La sera, a casa, crollai dal sonno entusiasta dei momenti vissuti.

Sergio

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